judo


Perchè "Judo"... PDF Stampa E-mail
articoli - judo
Scritto da sandrino   
Mercoledì 25 Novembre 2009 14:27
jikano_b“Perché lo chiamai Judo invece che Ju Jitsu? Perché ciò che io insegno non è soltanto Ji tsu (arte o pratica). Beninteso io insegno ji tsu, ma è soprattutto sul “do” (Via o Principio) che vorrei insistere.
Al giorno d’oggi è uso comune dire Judo per intendere Ju Ji Tsu, ma prima che incominciassi a insegnare il mio Judo questa parola veniva usata da una sola scuola, la Jikishin Ryu, mentre le altre la usavano solo molto raramente.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2009 14:41
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Le finalità del Judo PDF Stampa E-mail
articoli - judo
Scritto da sandrino   
Martedì 24 Febbraio 2009 23:10
“Il Judo è il modo migliore per valorizzare la forza fisica e spirituale del corpo .
Attraverso il continuo esercizio fisico degli attacchi e delle difese, si otterrà un perfezionamento del corpo e dello spirito; ed inoltre l’essenza spirituale del Judo diverrà parte integrante di noi stessi.
In questo modo, sarete capaci di perfezionarvi e di contribuire in un certo modo a migliorare l’umanità.
Questo è, in altre parole, ciò che si prefigge l’insegnamento del Judo.
Chiunque intenda seguire questa strada dovrà innanzi tutto permeare il suo animo di questi insegnamenti.”

Prof. Jigoro Kano
Fondatore del Judo Kodokan.
 
Cos'è il judo per noi... PDF Stampa E-mail
articoli - judo
Scritto da sandrino   
Martedì 24 Febbraio 2009 23:09
Il Judo offre a tutti la possibilità di essere praticato con vantaggi psicologici notevoli.
E’ una disciplina da combattimento e per questo è indispensabile affinare la propria tecnica d’attacco e di difesa.
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Febbraio 2009 12:51
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Articolo tratto dal periodico Kyu-Shin-Do PDF Stampa E-mail
articoli - judo
Scritto da sandrino   
Martedì 24 Febbraio 2009 23:02

Nel judo ci sono due dimensioni: “realizzarsi” ed “essere utili”.

La prima invita a fare, a praticare, a ricercare il miglior impiego dell’energia; la seconda riguarda il dare intelligentemente attorno a noi quello che serve a crescere.

Alcuni judoka sono in questa visione, altri ne sentono il richiamo e solo la pigrizia li trattiene nell’abitudine.

Poi c’è una massa abbagliata dal luogo  comune di gareggiare,  vincere, contare nell’ambinete sportivo e ottenere qualche vantaggio dagli enti amministrativi.

Queste differenti interpretazioni del Judo rientrano nell’infinita varietà del mondo. Ma anche se il partito degli eroici esisterà in eterno, sarebbe auspicabile una variazione di percentuale tra le due categorie estreme: quella sulla via e quella sportiva.

Perché i bambini ci guardano.

Perché l’egoismo è meschino.

Perché vivere è meglio che sopravvivere.

Il judo ci insegna a fare uno sforzo per migliorare (l’educazione), ci indica una direzione(cultura), ci offre anche delle gare(sport). Purchè tutto questo esca dalla palestra e invada la vita fino a formare un essere umano che realizzi il miglior impiego dell’energia.

Questa è la sintesi dell’insegnamento di Jigoro Kano.

 
La storia del Judo PDF Stampa E-mail
articoli - judo
Scritto da sandrino   
Venerdì 20 Febbraio 2009 16:07

Il judo ha origine dall'antico jujitsu; il fondatore Jigoro Kano studiò e approfondì diverse scuole di jujitsu arrivando ad ottenere il grado di maestro (Shihan) in due di queste, Tenshin shin'yo (specializzata in Katame waza, lotta corpo a corpo, strangolamenti, leve articolari) e Kito (specializzata in Nage waza, tecniche di atterramento al suolo).
Nel 1882, in quanto shihan di due stili potè fondarne uno nuovo, approfondendo il proprio metodo che prese il nome di Judo Kodokan, che significa: scuola dove si insegna la via della cedevolezza.
Questo avvenne in un periodo favorevole per il Giappone, infatti fino ad allora, per oltre mille anni, il potere era stato nelle mani dello Shogun (generale dell'esercito) e della classe sociale dei samurai, ma a seguito di alcuni eventi il potere imperiale riprese il comando, determinando per il Giappone l'inizio dell'era moderna.
Ci furono cambiamenti culturali nella vita dei giapponesi dovuti a influenze occidentali e ciò provocò un rifiuto per tutto quello che apparteneva al passato, come la cultura guerriera, di cui il jujitsu faceva parte, che scomparve quasi del tutto. L'uso delle armi da fuoco prese il posto delle antiche arti del combattimento tradizionale e le scuole di arti marziali (dojo) chiusero per mancanza di allievi.
Jigoro Kano, professore universitario di Inglese ed economia, con ottime capacità pedagogiche, capì l'importanza di unire lo sviluppo fisico e le capacità nel combattimento, per la crescita intellettuale dei giovani.
Inizialmente eliminò dalla disciplina tutte le azioni di attacco armato che potevano causare ferimenti gravi degli allievi.
Successivamente studiò e approfondì il Nage waza (tecniche di atterramento al suolo) ottenendo così un sistema di combattimento efficace e appagante.
Ma il vero e proprio cambiamento rispetto al jujitsu si ebbe con la formulazione dei principi fondamentali che regolavano la nuova disciplina: Seiryoku zen'yo, il miglior impiego dell'energia fisica e mentale e Jita kyo'ei, cioè tutti insieme per crescere e progredire.
Attraverso la pratica del judo l'uomo migliora sé stesso e contribuisce al miglioramento della società e questo è possibile solo con la partecipazione intelligente di tutti.
Lo scopo finale del jujitsu era il raggiungimento della massima abilità nel combattimento; nel judo l'abilità è il mezzo per giungere alla condizione mentale del "miglior impiego dell'energia".
Il judo fu considerato estremamente educativo e poteva, nello stesso tempo, essere utilizzato per difendersi dalle aggressioni, infatti nel judo si trovano due tipiche espressioni della cultura giapponese antica, Bun-bu, cioè la penna e la spada, la virtù civile e la virtù guerriera.
Nel judo sono contenute 3 discipline: rentai (cultura fisica), shobu (arti guerriere), sushin (coltivazione intellettuale).
Il judo ebbe una incredibile diffusione in Giappone e fu esportato nel resto del mondo da commercianti e militari e anche da maestri giapponesi, allievi diretti di Jigoro Kano, che lo fecero conoscere in Inghilterra e in Francia.
Jigoro Kano morì nel 1938, quando il Giappone stava entrando nella seconda guerra mondiale.
Dopo la sconfitta, la nazione rimase sotto il controllo degli USA per dieci anni e il judo fu censurato perché considerato uno degli aspetti pericolosi della cultura giapponese, infatti fu proibita la pratica di questa disciplina e i libri e filmati sull'argomento vennero distrutti.
Successivamente il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) reintegrò il judo fra le discipline sportive, tanto che nel 1964 a Tokyo è diventato ufficialmente disciplina olimpica. Oggi spesso vengono meno i principi dettati dal Maestro Jigoro Kano, in quanto si tende ad insegnare agli allievi le tecniche che permettono di ottenere subito ottimi risultati nelle gare, tralasciando l'aspetto educativo della disciplina e l'insegnamento di un'adeguata base tecnica.
Per questo si sono costituite Federazioni Sportive che tendono, oltre a dedicarsi all'attività agonistica, anche a far riaffermare i principi espressi dal Maestro Jigoro Kano.
In Italia la federazione ufficiale appartenente al CONI è la FIJLKAM - Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali - www.fijlkam.it

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 10:44