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articoli - cultura
Scritto da sandrino   
Martedì 24 Febbraio 2009 23:07

(Stralci del periodico Kyu-Shindo di C. Barioli)
Il Judo, quello del sig. Kano, si configura in un “partito trasversale” di gente che studia, pratica e ambisce alle responsabilità di educatore, trovando maniera d’essere nel dare e non nel chiedere; ignorando certe proposte per mantenere dignità; sorridendo a certe iniziative e ignorandole per conservare l’ideale del Judo al domani

Dove vai fratello?


Ti è offerta la dignità di educatore e la nobiltà di crescere e progredire per essere utili. E tu vuoi aprire corsi, riempire il dojo di gente che si difende, che accumula gradi, vince in gara e produce punteggio; veri “agonisti”, illusi che la vita premierà i loro “Koka”.
Si va in gara per vincere, ma più importante è come si vince.
Non miriamo a campioni ma a veri uomini e vere donne che affrontino la vita e non sopravvivano alle illusioni.
Abbiamo una tradizione di uomini puri, abbiamo un ideale.
I giovani ci guardano. Attorno c’è il mondo a cui dobbiamo dare, non chiedere. Questa è la bellezza e la gioia a chi chiama la vita.
Siamo nel 2009 ma non ci arrendiamo, ognuno di noi costruisca e metta un piccolo mattone per la casa del grande ideale.