| Poesia di Ryokan Daiju |
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| articoli - cultura | |
| Scritto da sandrino | |
| Martedì 24 Febbraio 2009 23:04 | |
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Poesia di Ryokan Daiju (Grande sciocco, 1758-1831), nato in una famiglia facoltosa, a 18 anni lasciò la casa per farsi monaco. Lascia una grande produzione poetica che riflette la purezza e la semplicità della sua vita che trascorse in solitudine e povertà. Non ebbe discepoli. Giocava per ore con i bambini e dimenticò se stesso nello stato di mushin (mente vuota). Un giorno pensai che il mondo fosse mutevole
E divenni shukke (monaco errante) Come le nuvole fluttuanti Come l’acqua dsenza meta. Negli occhi ho ancora l’immagine quando dissi addio a mia madre, essa mi guardava stringendomi le mani, lacrimando e sapendo che poteva essere l’ultima volta. Nelle orecchie ho ancora la voce di mio padre: “vai ma non farti additare dalla gente!” Ricordando il cuore generoso di mia madre con pietà mi ritrovo tra gli esseri di questo mondo. Ricordando sempre l’affetto e la severità di mio padre mi affido alla Via. Da mane a sera rimproverando me stesso.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio 2009 23:06 |


