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Jujitsu PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 11:37

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Il jūjutsu (柔術) è un'arte marziale giapponese il cui nome deriva da jū ("flessibile", "cedevole", "morbido") e jutsu ("arte", "tecnica", "pratica"). Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū). Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri), che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari, provocandone anche la morte, a mani nude o con armi. Il jūjutsu è un'arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero "Il morbido vince il duro". In molte arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 11:47
 
Iaido PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 11:37

iaidoLo Iaido (居合道 Iaidou) è un'arte marziale giapponese, influenzata dalla dottrina Zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di Iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI secolo. Lo Iaido è l'arte dell'estrazione della spada; letteralmente significa «Via (道) dell'unione (合) dell'essere (居)». Scopo ultimo di questa disciplina, infatti, è la perfetta ed armonica unione con se stessi e di conseguenza con l'Universo. Lo Iaido veniva utilizzato nei duelli tra samurai e chi combatteva sapeva che il duello sarebbe finito dopo uno o al massimo due scambi. Alla fine del combattimento uno dei due sarebbe sicuramente morto. Ovviamente era altrettanto possibile che un duello si concludesse soltanto con l'estrazione della spada di uno dei due samurai e l'uccisione del suo avversario in un colpo solo. Al giorno d'oggi, in cui la guerra utilizza ben altre tecnologie, lo studio della katana ha acquisito valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere. L'essenza dello Iaido è racchiusa nella frase Saya no uchi de katsu, «vincere (con la spada) nel fodero»: vincere senza sfoderare, cioè dimostrare una tale superiorità nei confronti dell'avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata. La disciplina è praticabile sia da uomini e donne, senza limiti di età.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 11:50
 
Judo PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 11:37

Kano_koshiki_1Il Judo, Via della cedevolezza o dell'adattabilità, è una disciplina educativa basata su tecniche corporee che implicano uno stretto contatto con l'altro e l'apprendimento di esercizi di attacco e difesa nel rispetto di precise regole di comportamento. La sua origine è da ricercare in Giappone verso la fine del 1800 grazie all'opera del prof. Jigoro Kano (1860-1938) che seppe salvare alcuni aspetti del decadente Ju-jitsu e, dopo un'accurata selezione, li amalgamò, con molti nuovi contenuti, nel suo metodo educativo. Si tratta di un'attività in cui i praticanti cercano, attraverso le prese al judo-gi (abito da judo in cotone pesante), di portarsi in disequilibrio e, muovendosi con agilità, di sfruttare questa situazione per applicare una tecnica di proiezione (in giapponese "nage-waza") e far cadere l'altro con velocità e precisione. Questo è assolutamente privo di rischi per l'incolumità personale in quanto il tutto avviene su un apposito tappeto elastico (tatami) spesso montato su una pedana in legno e solo dopo l'apprendimento di precise tecniche per cadere senza ferirsi (ukemi-waza). Il corpo assume determinate forme per interrompere una rovinosa caduta e arrivare in maniera morbida a contatto con il tappeto. Esiste anche la possibilità di lottare corpo a corpo al suolo cercando di immobilizzare o di portare alla resa l'altro. Tutti questi esercizi sono affrontati dopo un'adeguata fase di attivazione e preparazione chiamata tai-so (quella che definiamo comunemente "ginnastica").

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2010 10:49
 
Kenjutsu PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 11:37

samuraiIl Kenjutsu (剣術: Kenjutsu, arte della spada) è un'arte marziale giapponese costituita dall'insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo Iaido perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l'estrazione della spada dal fodero, mentre nello Iaido tutte le sequenze di tecniche (kata) vengono eseguite fin dall'estrazione dell'arma (Iai vuol dire infatti "estrazione" in giapponese). Si può tranquillamente affermare che il kenjutsu si trova a livelli inferiori (in raffinatezza delle tecniche) rispetto allo Iaido, poiché utilizzato in guerra contro molteplici avversari (difatti le tecniche consistono in una serie di tagli dati verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente al fine di annientare più "corpi" possibili nelle vicinanze del guerriero). Bisogna fare molta attenzione nel non confondere il kendō con il kenjutsu. Infatti la differenza tra i due termini sta proprio negli ideogrammi che li compongono. Ken-Jutsu (剣術) sta per "Arte della spada" (da ken 剣: spada, e jutsu 術: arte, tecnica) mentre Ken-Do (剣道) sta per "Via della spada" (da do: via, percorso, in senso spirituale), inoltre bisogna comprendere la vera differenza tra queste: il kenjustu è un'arte nata per combattere e uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppata dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli; il kendo è sempre un' arte marziale, ma il suo scopo non è più uccidere l' avversario per ottenere la propria sopravvivenza. Lo scopo del kendo è auto-disciplinare se stessi, il proprio corpo e la propria mente, e percorrere appunto "la Via" per migliorarsi e crescere come persone insieme agli altri praticanti con i quali si studia l'Arte. Senza addentrarsi nelle possibili interpretazioni spirituali e filosofiche, questo concetto può essere racchiuso in una frase: nel kenjutsu ci si addestra per sconfiggere il nemico; nel kendo ci si addestra per sconfiggere se stessi e i propri limiti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2010 10:35
 
Karate Go Ju Ryu PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 11:37

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Il Karate è un’arte marziale di Okinawa che trae origine dall’unione di due arti marziali: il Te isolano e il Kenpō cinese e prevede la difesa a mani nude, senza l’ausilio di armi.  Sebbene sia nato come arte marziale che insegna il combattimento (ma senza perdere di vista l’impegno costante di ricerca del proprio equilibrio), con il tempo il Karate si è tramutato, per l’uomo, in un insegnamento a combattere per non dover combattere, a diventare forti modellando il carattere, guadagnando in consapevolezza, acquisendo il gusto della vita, la capacità di sorridere e quella di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verrà compreso appieno - sostengono i suoi estimatori - l’uomo saprà di essere libero.
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2010 10:41