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Taekwondo PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Lunedì 28 Novembre 2011 11:15
taek
Il taekwondo (태권도 IPA: /thɛʔkwʌndo/)[1], letteralmente l'arte dei pugni e dei calci in volo, è un'arte marziale coreana (e sport nazionale in Corea del Sud[2]) basata principalmente sull'uso di tecniche di calcio, nonché l'arte marziale che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo[3]. Il suo stile più seguito, il taekwondo WTF, è anche uno sport olimpico[4].
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2012 12:04
 
VALE TUDO PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 15 Settembre 2011 13:47
valetudoSport da combattimento nato in Brasile circa a metà del secolo scorso, consente il confrontarsi di atleti che adottano tecniche di combattimento derivanti dalle più diverse discipline marziali. 

Sono consentite sia tecniche di lotta corpo a corpo (comprendenti tutti i tipi chiavi articolari e di strangolamenti) sia tecniche di colpo (effettuate con qualsiasi parte del corpo verso qualsiasi parte del corpo dell'avversario, eccezione fatta per l'inguine). Le protezioni obbligatorie sono minime e comprendono paradenti, guanti a dita libere con imbottitura minima antigraffio e conchiglia. Questo tipo di combattimento viene anche chiamato MMA: Mixed Martial Arts (arti marziali miste) perché è possibile parteciparvi con qualsiasi arte marziale.

Per informazioni  All. Davide Borgonovo

Mobile +39 333.4451748 Email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ultimo aggiornamento Sabato 22 Ottobre 2011 22:06
 
Jujitsu PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 12:37

samurai01

Il jūjutsu (柔術) è un'arte marziale giapponese il cui nome deriva da jū ("flessibile", "cedevole", "morbido") e jutsu ("arte", "tecnica", "pratica"). Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū). Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri), che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari, provocandone anche la morte, a mani nude o con armi. Il jūjutsu è un'arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero "Il morbido vince il duro". In molte arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 12:47
 
Iaido PDF Stampa E-mail
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Giovedì 07 Gennaio 2010 12:37

iaidoLo Iaido (居合道 Iaidou) è un'arte marziale giapponese, influenzata dalla dottrina Zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di Iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI secolo. Lo Iaido è l'arte dell'estrazione della spada; letteralmente significa «Via (道) dell'unione (合) dell'essere (居)». Scopo ultimo di questa disciplina, infatti, è la perfetta ed armonica unione con se stessi e di conseguenza con l'Universo. Lo Iaido veniva utilizzato nei duelli tra samurai e chi combatteva sapeva che il duello sarebbe finito dopo uno o al massimo due scambi. Alla fine del combattimento uno dei due sarebbe sicuramente morto. Ovviamente era altrettanto possibile che un duello si concludesse soltanto con l'estrazione della spada di uno dei due samurai e l'uccisione del suo avversario in un colpo solo. Al giorno d'oggi, in cui la guerra utilizza ben altre tecnologie, lo studio della katana ha acquisito valore come mezzo di indagine del profondo alla scoperta dell’essere. L'essenza dello Iaido è racchiusa nella frase Saya no uchi de katsu, «vincere (con la spada) nel fodero»: vincere senza sfoderare, cioè dimostrare una tale superiorità nei confronti dell'avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata. La disciplina è praticabile sia da uomini e donne, senza limiti di età.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 12:50
 
Judo PDF Stampa E-mail
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Scritto da sandrino   
Giovedì 07 Gennaio 2010 12:37

Kano_koshiki_1Il Judo, Via della cedevolezza o dell'adattabilità, è una disciplina educativa basata su tecniche corporee che implicano uno stretto contatto con l'altro e l'apprendimento di esercizi di attacco e difesa nel rispetto di precise regole di comportamento. La sua origine è da ricercare in Giappone verso la fine del 1800 grazie all'opera del prof. Jigoro Kano (1860-1938) che seppe salvare alcuni aspetti del decadente Ju-jitsu e, dopo un'accurata selezione, li amalgamò, con molti nuovi contenuti, nel suo metodo educativo. Si tratta di un'attività in cui i praticanti cercano, attraverso le prese al judo-gi (abito da judo in cotone pesante), di portarsi in disequilibrio e, muovendosi con agilità, di sfruttare questa situazione per applicare una tecnica di proiezione (in giapponese "nage-waza") e far cadere l'altro con velocità e precisione. Questo è assolutamente privo di rischi per l'incolumità personale in quanto il tutto avviene su un apposito tappeto elastico (tatami) spesso montato su una pedana in legno e solo dopo l'apprendimento di precise tecniche per cadere senza ferirsi (ukemi-waza). Il corpo assume determinate forme per interrompere una rovinosa caduta e arrivare in maniera morbida a contatto con il tappeto. Esiste anche la possibilità di lottare corpo a corpo al suolo cercando di immobilizzare o di portare alla resa l'altro. Tutti questi esercizi sono affrontati dopo un'adeguata fase di attivazione e preparazione chiamata tai-so (quella che definiamo comunemente "ginnastica").

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2010 11:49
 
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